Gare Giovanissimi Esordienti

Sabato 28 aprile gara Giovanissimi  e martedì 1° maggio gara esordienti

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Intervista Di Rocco

04/04/2012 17.51.47
INTERVISTA: Il presidente Renato Di Rocco illustra sulla Gazzetta dello Sport le nuove disposizioni per l’attività giovanile

La Gazzetta dello Sport dedica oggi ampio spazio a un’intervista di Luca Gialanella al presidente della Fci Renato di Rocco. L’oggetto sono le nuove disposizioni federali per l’attività giovanile e in particolare la “rivoluzione culturale” avviata con l’eliminazione delle premiazioni individuali dei giovanissimi al fine di “stemperare” l’eccessiva pressione esercitata sugli adolescenti nella ricerca del risultato a tutti i costi.

“Serve un vero e proprio cambiamento culturale nel modo di fare ciclismo, soprattutto nelle società che si occupano del settore giovanile. Qualcosa però si sta muovendo: in una gara giovanissimi, a Salsomaggiore Terme, abbiamo distribuito uova di Pasqua invece che le tradizionali coppe e i ragazzini erano anche più contenti. Dobbiamo lavorare ancora, e molto, invece, sui dirigenti. C’è troppa pressione sui ragazzi”.
Renato di Rocco, presidente dal 2005 della federciclo italiana e vicepresidente di quella mondiale (l’UCI), ha lanciato l’ultima rivoluzione del suo quadriennio:
a) multidisciplinarietà, cioè alternanza di pista, strada, cronometro, mountain bike, ciclocross e bmx;
b) sviluppo dei vivai;
c) sviluppo delle scuole di ciclismo;
d) introduzione della figura del coordinatore tecnico regionale.
Ma alla base sta il lavoro sui giovanissimi, bambini dai 7 agli 11 anni. Un’azione sostenuta anche dal programma Biciscuola, l’iniziativa di Rcs Sport e Gazzetta per far conoscere la bicicletta e il Giro d’Italia, che in 11 anni ha coinvolto oltre un milione di giovani.
- Di Rocco, su che cosa si basa il suo progetto?
“La società sportiva, con la famiglia e la scuola, ha la responsabilità della formazione, anche sociale, dei ragazzi. E io voglio che crescano tranquilli, con la bici come mezzo di divertimento, non di stress, e senza che i genitolri premano per i risultati a tutti i costi”.
- Questo è il motivo dell’abolizione delle premiazioni nei giovanissimi?
"Esatto. Le classifiche verranno sempre stilate, ma le premiazioni non saranno dei singoli ma della squadra, del gruppo. Una medaglia per tutti, tutte eguali. Il bambino che vince sale sul podio con i suoi compagni di squadra. Come avviene nel mondo della scuola, per esempio, dove si premia la classe, l’istituto, più che il singolo. Chi va forte potrà emergere comunque, ma vogliamo stemperare il protagonismo a tutti i costi, l’essere campionissimi già a 7 anni”.
- In questa linea va anche il progetto di una domenica dedicata a una specialità alternativa alla strada.
“Cominciamo proprio da questo mese. Cadel Evans, vincitore del tour, è cresciuto nella mountain bike, il campione del mondo Mark Cavendish viene dalla pista. Abbiamo bloccato una domenica al mese, primi 4 mesi di attività, sino alla categoria juniores per dare la possibilità ai ragazzi di provare le altre specialità, per una formazione tecnica più completa. Le società si sono organizzate, il messaggio è passato. Forse stiamo davvero entrando in un’altra era”.

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